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Carlo (nome di fantasia) è uno sviluppatore informatico che vive in una provincia romagnola e lavora in una software house della sua città da circa 10 anni. È un membro importante del proprio team di sviluppo e ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo del software aziendale (un software gestionale per la logistica e le spedizioni).
La sua azienda viene acquisita da una grande multinazionale del settore logistico e tutto sembra andare per il meglio con maggiori progetti e sicurezza.
Un giorno iniziano ad arrivare indicazioni relative ad un rinnovamento del software e alla necessità di un’attività di porting per portare tutti i software aziendali su tecnologie opensurces.

Dramma! Sale l’ansia, il clima interno al team è pessimo, il manager è nervoso e fa scelte discutibili, nessuno va più a lavorare volentieri.
In questo momento Carlo si trova a guardare fuori dalla sua isola felice per la prima volta in 10 anni e si rende conto che il suo livello di employability è molto più basso di quello che immaginava, il linguaggio di programmazione con cui ha lavorato negli ultimi 10 anni è diventato vecchio e sul suo territorio non esistono altre software house che lavorano con quel linguaggio di programmazione o che sono specializzate nel settore logistico.

Le situazioni più difficili che ho affrontato nella mia carriera di consulente sono quelle di professionisti che si sono fatti cogliere totalmente impreparati dal cambiamento e hanno fatto tanta fatica per rimettersi in moto scoprendo che la propria “employability” non era quella che pensavano.

Per un professionista rimanere allenato al cambiamento è diventato fondamentale, perchè il cambiamento nel mondo del lavoro non è un più una fase transitoria, ma una fase continuativa. Possiamo provare a resistere al cambiamento, ma dobbiamo essere consapevoli che, quando arriverà l’inevitabile strappo, ci troveremo a dover recuperare il gap.

Come possiamo evitare di trovarci in una situazione simile?

💡 3 consigli di difficile applicazione per prepararsi al cambio di lavoro.

1- non chiudiamoci nella nostra azienda! Usate i social per fare networking, confrontatevi con la vostra community per rimanere aggiornati su quello che succede;

2- misuriamo la nostra employability e confrontiamoci periodicamente con il mondo del lavoro fuori dalla nostra organizzazione. Il nostro valore percepito nel mondo del lavoro è la nostra più grande tutela;

3- seguiamo sui social network le organizzazioni con cui pensiamo di condividere i valori ed entriamo in contatto con i professionisti dell’azienda. Ci sono treni che passano una volta sola, diamoci la possibilità di prendere questo treno.

Dario Franzosi

IT&Digital Career Specialist